Riflessioni, incubi e convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha dimenticato né rimosso i primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica.
“Diario di un somaro” è uno spettacolo che si mischia a una bizzarra lezione, trasformandosi in confessione, gioco e ricordo. L’esperienza scolastica è rievocata sul palco attraverso il punto di vista degli ultimi della classe, dei ragazzi “difficili” che guardano il mondo con gli occhi del somaro, salvo poi, magico evento, trasformarsi da mostruosi rospi ignoranti in insegnanti sensibili, anomali e lungimiranti.
Con comicità, dolcezza e slanci di ribellione Pennac/Scaramuzzino esplora così, dal di dentro, la scuola con le sue potenzialità e contraddizioni, usando lo “stare in cattedra” come un palcoscenico zeppo di episodi buffi e aneddoti toccanti, canzoni bislacche e racconti fantastici, che svelano una sete di sapere, di conoscere e di crescere che continua ad animare, contrariamente ai più pessimistici luoghi comuni, i ragazzi e gli educatori di ieri e di oggi.
Daniel Pennac, autore della saga di Belleville, centrata sul personaggio di Benjamin Malaussène, e di vari altri libri, ha insegnato a lungo nei licei francesi. Dalla sua opera il Teatro dell’Archivolto ha tratto diversi spettacoli, tra cui “Monsieur Malaussène” e “Grazie” con Claudio Bisio, e “La lunga notte del dottor Galvan” con Neri Marcorè e con Giorgio Scaramuzzino “Come un romanzo”.
Un divertente e poetico monologo che Scaramuzzino risolve con notevole bravura, alternando il sorriso alla riflessione sulla missione della scuola e su quello che ancora oggi può fare per strappare un ragazzo “somaro” dall’isolamento in cui rischia di sprofondare. Corriere Mercantile, 14/11/2010
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