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AMERICHE _Canto la differenza

Guya Valmaggi e Los Creadores

Concerti Attorno al sessantotto
a cura di Fabio Bruschi e Jader Viroli

I  'Concerti attorno al Sessantotto ' iniziano con un dittico dedicato alle Americhe: dalle lotte del Sudamerica, di ispirazione morale, politica e religiosa per molti, ai campus californiani, dove il movement debuttò nel '64 a Berkeley.

Guya Valmaggi e Los Creadores
CANTO LA DIFFERENZA
Violeta Parra
Victor Jara y canción por Ernesto

La protesta, la lotta e la leggenda: dall'inizio degli anni Settanta (nel '73 il primo concerto del gruppo Zafra; nel '74 il concerto degli Inti Illimani) Rimini ha ospitato la canzone sudamericana impegnata, che ripropone ora con Guya Valmaggi e il gruppo Los Creadores.

Il concerto “Canto la differenza” è dedicato in particolare a due cantautori, i cileni Violeta Parra e Victor Jara, la cui opera ha segnato la storia del loro paese, dilagando poi nel mondo occidentale. Si tratta dei principali esponenti della “Nueva Canción Chilena”, che negli anni ’60 e ’70 fu diffusa in tutto il mondo da vari gruppi musicali e che accompagnò la protesta e il breve periodo del governo di Unidad Popular in Cile.
L’ambito dei contenuti è vastissimo: le radici storiche, la diseguaglianza sociale, l’autoritarismo, il lavoro, la lotta e la guerriglia, l’amore e la bellezza della vita. Alla musica si affidava il compito di stimolare le coscienze e di denunciare le ingiustizie. I due musicisti furono dei veri e propri “militanti” che percorsero il loro paese per seminare idee nuove e una nuova speranza.
Victor Jara fu barbaramente ucciso, dopo essere stato torturato, nello stadio di Santiago del Cile nel settembre 1973, quando il generale Pinochet mise  fine con un colpo di stato al governo di Salvador Allende. Qualche anno prima, Violeta Parra appena cinquantenne si era tolta la vita, travolta da vicende personali per lei insostenibili. Anche il terzo protagonista di questo concerto, il guerrigliero Ernesto “Che” Guevara, incontrò una fine tragica nell’ottobre del 1967. Due canzoni, nel concerto, si riferiscono a lui: non tanto alla realtà storica (ricostruita interamente vari anni dopo la scomparsa di questi protagonisti) ma all’ideale che rappresentava: la difesa del popolo oppresso e la lotta clandestina contro l’oppressore feroce e smisuratamente potente. Idealizzato, amato, quasi icona di un laico salvatore: questo è il “Che” Guevara dei canti di quegli anni.
Al di là di ogni personale posizione politica, ed esaurita la funzione in qualche modo propagandistica di questi canti, è importante conoscerli e tramandarli anche al di fuori della terra in cui sono nati. Fra essi si trovano infatti opere pregevoli e testimonianze toccanti cui la musica dona le ali per il volo: come cantava Victor Jara, “non finirà il suo ricordo, non morirà con il tempo… Quello che nasce dal vero, sempre sarà un canto nuovo”.
Il repertorio è stato curato da Marina Valmaggi, musicologa e conoscitrice della cultura latinoamericana che ha approfondito con studiosi e artisti, fra cui Fidel Gonzalez, Meri Franco Lao, Ariel Ramírez, Gabriel Segade.
Al concerto partecipa come special-guest il prof. Ciro Picciano, che guiderà il percorso culturale del breve ma intenso programma e contribuirà anche vocalmente ad alcuni dei canti.

 

Non perdetevi il secondo appuntamento della rassegna dei CONCERTI DEL SESSANTOTTO: i Rangzen  il 19 gennaio vi attendono al Teatro degli Atti.


Biglietti

Ingresso unico (non numerato) € 8


 

SAVE THE DATE:

domenica 11 marzo, ore 21.00
L'UVA GRISA E I CANZONIERI RIMINESI
L'uomo che sa
Folk e canzone politica a Rimini e nel mondo

14 Gen alle 17:00

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