Teatro Novelli - ore 21
Kledj Kadiu
Giulietta e Romeo
balletto in due atti liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare
coreografie Fabrizio Monteverde
musiche Sergej Prokofiev
Balletto di Roma
Il muro decrepito, accumulo di macerie, indica la tragedia lasciata alle spalle: un conflitto mondiale che ha cancellato per sempre “l’età dell’innocenza”, ribaltando schemi morali e convenzioni e annientando energie ed emozioni. Ma è anche uno sfondo che segna, come uno spartiacque, la voglia di rinascere a passioni assolute e assaporare fino all’ultimo respiro ogni attimo di vita. Nell’Italia del secondo dopoguerra, disperatamente assetata di passioni ritempranti dagli orrori del passato (ma è ancora un’Italietta piccola e provinciale, che impianta le liturgie sociali di una nuova classe borghese nella terra grassa e ruvida di un’atavica cultura contadina), lei, Giulietta, diventa il simbolo di un irresistibile desiderio di sfuggire alle regole di quel mondo e dagli obblighi imposti da una condizione femminile che è ambigua nella sua imposta sudditanza, anche se proprio di questa irrefrenabile voglia di emancipazione sarà vittima. Romeo, invece, è un giovane timido, introverso, solitario, totalmente aperto al desiderio e alla curiosità dell’amore, vittima consapevole della volitiva irruenza della sua leggendaria compagna. Così lontani eppure così vicini agli archetipi shakespeariani, cristallizzati soprattutto dalla tradizione ballettistica della partitura di Prokofiev, i due amanti immaginati dal coreografo-metteur en scene Fabrizio Monteverde per la sua prima produzione “a serata”, creata nel 1989 per l’allora giovane Balletto di Toscana, hanno segnato un momento importante per il teatro di danza italiano.