Teatro degli Atti - ore 21
Elio De Capitani
Libri da ardere
di Amélie Nothomb
regia Cristina Crippa
Teatridithalia/Asti Teatro
In un gelido inverno di guerra una città è stretta nella morsa finale di un assedio. Un illustre professore di letteratura ospita in casa sua il suo assistente Daniel e la giovane allieva Marina. Il freddo domina la scena, con la sua capacità di paralizzare ed annullare ogni desiderio che non sia legato ad un pur minimo innalzamento della propria temperatura corporea. E così a poco a poco i normali punti di riferimento crollano, travolti dal puro desiderio di sopravvivenza, che inverte e modifica ogni rapporto, intellettuale, affettivo, di potere, stravolge il senso intimo di ogni gesto, di ogni abitudine. È Marina, fragile sotto l’apparente spregiudicatezza, a soffrirne di più, e a proporre per prima l’utilizzo della fornita biblioteca del professore come combustibile. All’inizio si tratta quasi di un gioco un po’ intellettuale, un complicato “distinguo” tra buona e cattiva letteratura. Ma alla fine, giunti all’ultimo romanzo sopravvissuto, non sono più le qualità letterarie ad avere importanza. E il libro rivela tutta la sua valenza simbolica: rappresenta ciò che più identifichiamo con l’umano: il linguaggio, la comunicazione, la capacità di raccontare e ricordare, la voglia di sognare e immaginare insieme ad altri esseri umani. E allora, dopo l’ultima fiammata, non resta che la grande piazza coperta di neve e bersagliata dalle bombe, per aspettare la morte.