Teatro degli Atti - ore 21
Roberto Citran
Il campo della gloria
Viaggio di un deportato da Fossoli a Dachau
di Roberto Citran e Francesco Piccolini
regia Beppe Arena
Compagnia La Piccionaia - I Carrara - Fondazione Fossoli
Teatro e Memoria
dal libro di Franco Varini Un numero un uomo
L’idea dello spettacolo è quella di raccontare la storia vera di un sopravvissuto, il viaggio di un ragazzo, allora diciassettenne, deportato prima a Fossoli, poi a Flossenburg e infine a Dachau, che a Fossoli scopre le prime restrizioni, il campo di concentramento, la brutalità delle fucilazioni. Lì incontra uomini, soldati, partigiani, che combattono per la libertà. Incontri che lo segneranno per il resto della sua vita. In Germania scopre lo sterminio organizzato, la fame, la paura e, allo stesso tempo, il desiderio di morire. Fino al giorno della liberazione, improvvisa, insperata, fino al ritorno a casa, all’ultimo omaggio, al Campo della Gloria. Questo spettacolo vuole dar voce al pensiero che la Arendt esprime ne La Banalità del male: “La mia opinione è che il male non è mai radicale, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie, come un fungo. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male è frustrato, perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’… solo il bene ha profondità e può essere integrale.”