Teatro Novelli - ore 21
Moni Ovadia
La bella utopia
Lavoratori di tutto il mondo ridete
di Moni Ovadia
regia Moni Ovadia
Promo Music - in co-produzione con La Corte Ospitale di Rubiera
con Lee Colbert e Maxim Shamkov e la Moni Ovadia Stage Orchestra: Luca Garlaschelli (contrabbasso), Janos Hasur (violino), Massimo Marcer (tromba), Albert Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto), Emilio Vallorani (flauti e percussioni)
assistente alla regia Laura Rossi
La bella utopia, ovvero il mito disilluso del comunismo. Uno spettacolo di canzoni, musiche, memorie, tracce poetiche, confessioni, icone, immagini che schizzano la memoria di quello stato perduto che era l’Unione Sovietica, una nazione popolata da donne e uomini che in quel tempo e in quello spazio vissero, morirono, amarono, soffrirono, gioirono e sperarono e che da quello stato vennero ingannati, traditi nelle loro convinzioni più profonde. “Mi interessano gli uomini, ho una vera passione per gli sconfitti e i diseredati, perché sono le vittime che fanno la storia. Gli ebrei russi, sia come intellighenzia che come proletariato svolsero un ruolo di primissimo piano nelle rivoluzioni russe, sia in quella fallita del 1905, sia in quella vittoriosa del 1917. Gli antisemiti anticomunisti, i fascisti e i nazisti di ogni risma videro negli ebrei tout court gli untori di ogni processo rivoluzionario comunista, ma gli ebrei comunisti furono fra le vittime dello stalinismo i più atrocemente traditi. L’Unione Sovietica era stato il primo, fra tutti i paesi del mondo, a dichiarare l’antisemitismo crimine contro lo stato, ma Stalin negli ultimi anni della sua dittatura, alla fine degli anni Quaranta, scatenò una vera e propria campagna antisemita che culminò con il progetto di deportare tutti gli ebrei nel Birobigian, un territorio ai confini con la Cina, un vasto gulag cinicamente travestito da repubblica sovietica ebraica.” Moni Ovadia